sabato, 04 luglio 2009
* Op. cit. Gentlemen Prefer Blondes, Howard Hawks, 1953
typed at luglio 04, 2009 13:43,
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mercoledì, 01 luglio 2009
Così, per dire che persona sono.
Sono oltre 20 anni che ho visto Thriller, ed ancora oggi, beccandolo su uno degli innumerevoli speciali macabri che le tv trasmettono, son qui che stringo i braccioli della poltrona, e sgrano gli occhi quando lui si trasforma in zombie, e mi preoccupo un po' per le sorti della ragazza.
typed at luglio 01, 2009 22:24,
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mercoledì, 01 luglio 2009

Niente, ieri sera momento
socialite con festa per i 20 anni di attività di un fornitore e a casa comunque (alla faccia della vita sociale) per le 21,30, così mi son detta, "Doccia e a letto".
Poi però Sky Family mi ha gabbata con un "Nessuno mette Baby in un angolo" ed "Eri bellissima là sopra", ed ho fatto l'una con le lacrime agli occhi come ben 22 anni fa (e come ogni volta che lo rivedo, anche solo dei frammenti). Ottimo, perchè post operazione gli occhi tendono ancora ad essere secchi...
E dopo c'era anche Moonlight e Valentino, di cui ricordo una gag bellissima di Bon Jovi sui suoi capelli phonatissimi, ma anche lì, storia tristissima di mariti morti, e per fortuna sono andata a letto.
Che se la cura per chi vorrebbe disperatamente una normalissima vita sentimentale fosse davvero, come sosteneva fidanz, immergersi nei film romantici, in modo da farsi venire il voltastomaco, be', decisamente con me non funziona.
Tipo, adesso vorrei tanto un Jhonny tamarro con il ciuffo e la brillantina che mi prendesse per mano.
LOL.
* Op. cit. Angelo Orlando, 1995
typed at luglio 01, 2009 08:49,
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mercoledì, 24 giugno 2009
E poi arriva quest'ora della sera, che arriva solo a giugno, quando le giornate sono davvero lunghe, a volte troppo lunghe, soprattutto se iniziano troppo presto.
E il cuore ti faceva male stamattina quando ti sei alzata. Non hai mai voglia di alzarti al mattino. Ti sembra di essere tornata indietro di quasi 10 anni, quando non avevi poi questa gran voglia di vivere, e stranamente il lavoro a cui non avevi mai dato troppa importanza ti salvò da un bel tonfo in fondo al baratro (che ridere, adesso, ricordare come i tuoi colleghi ti trattassero come se fossi stata di cristallo, ti si avvicinavano in punta di piedi e ti parlavano sottovoce...).
E lo stesso succede ora. Il lavoro, questo lavoro per cui non sai ancora se sei tagliata, quell'ambiente per cui sai decisamente di non essere tagliata (perchè tu sei un'estremista. Hai fatto i tuoi bei peccati, ma una volta espiati non vuoi più averli vicino, e vedere negli altri certe assolute carenze morali non ti piace, e non vorresti averci nulla a che spartire) mi porta di peso alla fine della giornata. E quel nodo in gola e nella pancia durante le ore del giorno si scioglie. Quei gran fantasmi, quelle gran paure che mi prendono di notte, con lo scorrere delle ore se ne vanno per un po', e arrivo a sera con un "quasi" sorriso sull labbra. Un "quasi" sorriso che arriva dalle parti più strane, dalla lettura di un oroscopo molto LOL per quanto è incredibile, da una gag che faccio tra me e me, dalle canzoncine che mi vengono in mente e che mi canticchio tutto il giorno (anche oggi, salendo le scale, mi cantavo una canzone - una cosa classica che faccio. Se vi dovesse capitare di conoscermi di persona e parlarmi, e vi accorgeste che sono un po' assente, non preoccupatevi, è una sindrome. Ogni tanto mi canto delle canzoni, mi faccio la colonna sonora tra me e me. E chi mi conosce bene - e son pochi - quando se ne accorge si interrompe per chiedere COSA mi sto cantando). Esisterà uno Zoloft per le preoccupazioni ossessive ma, a guardar bene, reali?
Dicevo.
E poi arriva quest'ora della sera. L'ora in cui il cielo è più bello che mai. Il sole scende, comincia ad imbrunire, gli uccellini cinguettano tranquilli, le cicale stanno finalmente zitte, i gatti sonnecchiano sui marciapiedi, i bimbi girano con le biciclette. E' un'ora speciale, che non si può definire. E' l'ora in cui però il magone se ne torna nel suo posto preferito, nella mia gola.
E ricomincio a pensare a cose non proprio allegre.
E ricomincio a parlare sinceramente con me stessa, e mi salgono le lacrime agli occhi, perchè la rabbia le spinge fuori. Perchè non sopporto, profondamente non sopporto, le inenarrabili ingiustizie che vedo intorno a me. Dalle più piccole alle più grandi.
Ed essendo una personcina piccola, io penso alle mie ingiustizie, a quelle vicino a me. E mi chiedo, come oggi con la Parmina, perchè, perchè, perchè.
Perchè deve essere un privilegio solo mio riconoscere a volte, in qualche sparuto essere, quella metà della mela che quasi tutti cerchiamo, ed essendo un privilegio solo mio, l'altra metà si guarda bene dal riconoscere in me una benchè minima parvenza di completamento (non mi son spiegata, ma è lo stesso).
Perchè a distanza di mesi certa gente se ne esce con un "Ho voglia di vederti", quando io sono stata per anni lì appesa ad una loro frase?
Lo so, sono monotona e noiosa e banale, ma è sempre lì che ricasca l'asino.
Quanti primi baci ci sono stati nella mia vita?
Quanti avrei voluto che fossero il fatidico "per sempre"? (pochi)
Quanti film ho visto (e quanti film mi sono fatta...) nei quali ho imparato come avrei voluto (dovuto?) essere trattata, zittita a volte, con uno di questi bei baci?
Parte tutto da lì.
Da quella cosa che per la maggior parte del mondo mi accorgo essere insignificante, mentre per me non lo è.
Per me è ancora un affidarsi, seppur temporaneo, seppur per poco, a qualcun altro. Qualcuno nelle cui braccia ti abbandoni per qualche secondo, minuto, ora. E vorrà pur dire qualcosa, porco cane? O vuol dire qualcosa solo per me?
Com'è che funziona?
Mi date un libretto delle istruzioni?
Perchè se sei dolce non vai bene.
Se fai la dura non vai bene.
Se gliela dai non va bene.
Se non gliela dai non va bene lo stesso.
Se li cerchi non va bene.
Se non ti fai trovare, non va bene lo stesso (e dopo un misero tentativo non ti cercano più).
Almeno datemi un libretto. Son sempre stata brava a scuola, se c'è da imparare, lo faccio.
* Op. cit. Robert Rodriguez, 1996
typed at giugno 24, 2009 21:22,
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lunedì, 15 giugno 2009
Un ragazzo carino carino carino ("Oh, ma che carino", lo han detto tutti - qualcuno ha anche aggiunto "fai fidanz"...), simpatico, brillante, con cui rido e chiacchiero bene da subito, dal cui contatto non sono infastidita, anzi, mi piace che mi tenga abbracciata quando si alza il vento e non mi sento in imbarazzo davanti al mondo.
E però questo bell'esemplare di essere umano fa una vita "zingara" tra Roma e Milano (e che bella la parlata romana e il suo spiegarmi i colli e le porte di Roma) e ha un figlio da una ex compagna con cui il rapporto è meraviglioso tanto che si vive insieme quando li si va a trovare e bla bla bla.
E poi l'ennesimo collega, ovviamente impegnato, che non si fa scrupolo di farmi la corte e da cui sto gentilmente ed educatamente lontana.
E poi quell'altro, che mi ha fatto ribollire il sangue tutto l'inverno (ma che brava a far finta di niente...) e adesso lo guardo con fastidio perchè mi rendo conto che è uno stronzo, e che di "incorreggibili guasconi" ne abbiamo piene le tasche.
E poi quello lì, che dopo un buon mese di silenzio, che qui da queste lande avevamo dimenticato la sua esistenza, proprio ieri si rifà vivo per darmi il suo nuovo numero di telefono, proprio ieri, ieri che ero sulle nuvole, beata e felice, accaldata, assonnata e nel mondo dei puffi, mi manda uno stupido e anonimo e impersonale messaggio. E a me sarebbe venuta volgia di chiamarlo e mandarlo a cagare, ma per fortuna ero sulle nuvole (e in mezzo all'erba del prato) e quindi mi sono risparmiata il disturbo.
E poi ti chiedi. Cercare di cogliere le occasioni ti lascia sempre così vuota dentro. Cercare di dare spazio alla gioia. Cercare di diventare come quelle donne che conosci a cui succedono le cose inaspettate e dopo la vita è una cosa meravigliosa (op. cit.
Frank Capra), mentre a te no, mai, cazzo. Non ti sei nemmeno concessa il lusso di lasciarti andare, non sei più fatta così, le delusioni e il dolore hanno lavorato dentro per renderti una noiosa persona per bene, che mette i blocchi quando è ora e si ritira per dliberare a tempo debito.
Ma sei stata ben lieta di passare 24 ore di gioia.
E però. Che palle la gioia con il contagocce.
*Op. cit. Bruce Willis (aka Butch Coolidge), Pulp Fiction, Quentin Tarantino, 1994
typed at giugno 15, 2009 16:57,
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giovedì, 28 maggio 2009
Segni del tempo che passa ma a me fa un baffo: passare giorni e giorni a ridere per una gag di Lolcats, continuare a dire LOL a rotazione, ripetere per ore la stessa battuta con un'amica su Skype (LOLLISSIMO, a proposito).
Segni del tempo che passa per gli altri: dover spiegare a ben 4 persone diverse, di diverse età, cosa significhi LOL, e vedere lo sguardo vuoto dei soggetti in questione.
Segni del tempo che passa ma a me fa un baffo: ripetere allegramente e incoscientemente gli stessi identici errori, convinta che "No, no, stavolta no". E oddio, speriamo, ma forse anche no (chiara questa frase?).
* Op. cit. Prince, 1987 (cosa??? 22 anni fa? Oddio)
typed at maggio 28, 2009 23:38,
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venerdì, 22 maggio 2009
C'è dell'ironia nella mia vita.
Non è ironico il fatto che dopo aver tempestato mari e monti di cv per uscire dall'impasse in cui mi trovo, dopo avere chiesto anche agli amici degli amici degli amici degli amici di Maria De Filippi se per caso "non-è-che-c'è-un-posticino-lì-vengo-anche-a-fare-la-sguattera", dopo avere pianto per mesi per il nervoso che mi creava la situazione, dopo aver giurato e spergiurato (mai giurare, soprattutto sui propri figli come fa il berlusca) che in qualunque modo me ne sarei andata, dopo aver finalmente trovato un paio di alternative da studiare per vedere se si concretizzano, non è ironico il fatto che proprio ora mi propongano (macchè proporre, mi informano semplicemente dell'avvenuto cambiamento di ruolo) qualcosa che mi piacerebbe fare da tanto?
Non è ironico il fatto che dopo aver passato mesi di rapporti tesissimi, al limite della denuncia per mobbing, adesso ci sia un clima più disteso e quelle facce che sono state corrucciate per mesi adesso siano sorridenti (ma sempre stronzine, eh, che non si migliora tutto in un attimo)?
Non è ironico che adesso io sia, di nuovo, come sempre spaventata dal nuovo?
Non è ironico che tema di non essere in grado?
No?
Non è ironico che i limoni siano tornati di moda, e nel modo più cinematografico (nonchè adolescenziale) possibile? Un po' come nel quadro di Hayez, lui su un gradino, tu su quello più in basso, mano sulla nuca.
Non è ironico che io creda fermamente, nonostante la realtà mi smentisca (a volte) che la storia, non solo quella grande, ma anche quella piccola, è fatta di corsi e ricorsi?
Comunque, pillola di saggezza.
Per ora, si resta fermi a guardare. Forse è ora di lasciare scorrere le cose e vedere come va. Nel frattempo, never forget che i soldi non faranno la felicità, ma permettono l'acquisto di dispendiose creme per contorno occhi che si rendono sempre più necessarie e indispensabili per affrontare il logorio del lavoro notturno, che ci piace tanto ma che ci fa dormire poco, che ci stanca ma che ci manda a casa con un po' di rughe in più intorno agli occhi per le gran risate.
* Op. cit. Ironic, Alanis Morissette Jagged Little Pill, 1995 (risposta alla domanda retorica del refrain: no...)
typed at maggio 22, 2009 13:51,
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mercoledì, 06 maggio 2009

Leggendo in questi giorni blog vari di più o meno cinema, ho trovato solo stroncature sull'ultimo Marvel movie.
X-Men Origins: Wolverine però è niente più, niente meno, quello che ci si può aspettare da un onesto film basato su un fumetto.
Qui non si parla di maniaci di fumetti, o di storie epocali come pare fosse Watchmen. Non si parla di cult comics.
Si parla (siamo sinceri, su) di sfruttare all'osso una storia che già mostrava forse la corda nel terzo capitolo e, soprattutto direi, da parte di Mr. Jackman (qui producer), sfruttare il momento magico della sua carriera.
Sincerissimamente, alla sottoscritta (che, vi ricordo, piange sempre quando Mary Poppins alla fine se ne va, e non è più una sorpresa, e si preoccupa che Rosaspina si punga con l'arcolaio, e anche qui la sorpresa non esiste) la storia è piaciuta, l'infanzia, il crescere senza invecchiare mai. Certo, curiosa come sono io avrei indagato un po' di più sul perchè due fratelli siano venuti fuori così, ma d'altronde (e qui finisce la parte razionale e ragionevole del post) CHI SE NE FREGA quando per quasi due ore ci si può godere la faccia accigliata e qualche volta anche sorridente di Hugh Jackman??
Che comunque, per quanto mi riguarda, è il prossimo Clint Eastwood. Stessa espressione, e se anche Clint a 40 anni veniva liquidato come quello che sapeva solo stare a cavallo nei film di Leone, anche il buon Hugh si farà.
Per non parlare di quelle spalle... brrrr, i geloni.
Tiè, fine del post su Wolverine.
* Op. cit. Gavin Hood, 2009
typed at maggio 06, 2009 12:15,
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lunedì, 04 maggio 2009
La cosa più dura oggi sarà passare la giornata circondata dal tuo profumo che mi è rimasto attaccato quando mi hai abbracciata e sei andato via.
* Op. cit. Patrick Süskind, 1985
typed at maggio 04, 2009 14:17,
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lunedì, 27 aprile 2009
Non gioco più, non vivo più, non sogno più, non mi diverto più, non spero più.
Fine della fede, della fiducia, delle speranze.
Fine di tutte le cose in cui ho sempre creduto.
Tutto quello che mi hanno venduto per buono fin dall'infanzia si è rivelato una balla di dimensioni incredibili.
Tutti i sogni sognati sono ancora lì, ma con le ragnatele sopra.
Non succede più niente, e anche se mi si ripete che se non siamo noi a muovere il mondo, il mondo non si muove per noi, continuo ad essere scettica e arrabbiata. Molto arrabbiata. Perchè non c'è persona al mondo che negli utlimi 3 anni abbia cambiato tante cose nella sua vita come me.
Lavoro, amici, abitudini.
Eppure, come diceva quel Barone di Salina (credo) tutto cambia perchè nulla cambi.
Cambia tutto, ma la merda è sempre la stessa.
E' inutlie credere ancora al realizzarsi dei sogni.
E' inutile credere ancora all'esistenza di un Dio buono che interverrà prima o poi a rendere giustizia.
La giustizia è quella che si vede lì, fuori dalla finestra. La giustizia è quella di un mondo dove i furbi prosperano e hanno la meglio, mentre i buoni arrancano e fanno una vita di merda.
La giustizia è quella per cui ai lupi va sempre bene, mentre gli agnelli finiscono sbranati e, se non muoiono sul colpo, passano mesi e mesi e mesi a leccarsi le ferite.
La giustizia è questa qui, un mondo dove tu fai un errore e lo paghi all'infinito, mentre i lupi vanno avanti a testa alta. Tu ti sei infilata in un buco nero, anni fa, e adesso che ne sei lontana e vedi dov'era l'ingresso e l'uscita, vedi anche che chi in quel buco ti ha trascinato se ne è sempre stato al sole, non ha mai dovuto abbassare la testa, non ha mai pagato. Ha dimenticato e archiviato in 2 ore.
Hai finito di giocare.
Hai finito di essere l'amica per lui, un'amica che c'era solo quando ne aveva bisogno lui e della quale poi si dimenticava. Hai finito di essere il suo giochino, quella da cui correva per farsi lisciare il pelo arruffato dalla vita. Lui ha sempre scelto cose più comode, quindi anche tu è ora che ti sposti e che lasci che si appoggi altrove per riposare. La pazienza l'hai finita da secoli. Hai finito anche di credere che chiunque si presenti con buone intenzioni quelle intenzioni le voglia poi portare anche a buon fine. Vogliono tutti solo una cosa, ed è inutile sperare che ce ne sia uno diverso. Per quello esistono il film e i libri. Perchè nella vita vera, quella dove la giustizia è amministrata dai lupi, quello che mi ruota intorno è solo merda.
Io continuo ad essere una bambina cresciuta, che sgrana gli occhi davanti ad ogni cosa inaudita, che piange per un lieto fine alla Meredith e Derek, che si indigna per tante cose. Ma continuerò ad esserlo da sola.
"e se solo tu l'avessi voluto io ti avrei guardato in quella stessa identica maniera per non so quanto tempo, ma anche io ho smesso di raccontarmi delle favole, o perlomeno ci provo. E mentre cerco di vivere nel miglior modo possibile nonostante uno strazio silente mi squarci attimo dopo attimo senza tregua, penso che ... allora vedi, alla fine avevi ragione tu, sono proprio una bambina."
* Op. cit Mina, circa 1974
typed at aprile 27, 2009 15:29,
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